Un mondo in sconvolgimento. Così dicono bugie su ISIS e Ucraina.
Una cara amica mi inoltra il comunicato in calce. Riguarda un convegno sulle crisi mondiali. E' interessante per analizzare le varie modalità della disinformazione.
La
relazione introduttiva al convegno è scritta da Fernando Orlandi ma potrebbe
essere stata scritta dalla CIA o da qualche giornalista a suo libro paga (a
proposito, avete letto di quel giornalista tedesco che ha confessato di essere
stato pagato della CIA per 15 anni col compito di disinformare assieme a molti
altri giornalisti?).
Perché dico ciò? Ecco di seguito solo due punti decisivi.
Però prima una considerazione metodologica: l’argomentazione di questa
relazione è di tipo routinario, cioè utilizza un insieme standard di argomenti,
di volta in volta personalizzati.
Detto ciò, il primo punto riguarda i pretesi “errori” della politica estera
Usa.
Incredibile,
la più grande potenza mai vista sulla faccia della Terra va avanti a errori, fa
un errore dopo l’altro. Mai che venga in mente che magari quegli “errori” siano
parte di una strategia o, quanto meno, siano dovuti alla complessità di una
strategia in cui alcuni degli stessi elementi portanti possono prendere
dinamiche impreviste (il che è in accordo con l'eterogenesi dei fini di cui già
parlava Vico).
Tuttavia ciò non toglie che fossero elementi contemplati fin dall’inizio.
Io, comunque, ritengo che per quanto riguarda l’Isis, il termine “errore” sia del tutto fuorviante (per intenderci, dopo le Torri Gemelle chiesero a Brzezinski se considerasse un errore aver creato e poi sostenuto al-Qaida in funzione antisovietica. E la risposta fu un secco “no”. E, dal suo punto di vista aveva ragione).
1) Crisi mediorientale
Fernando
Orlandi scrive: Gli Usa "hanno ‘sottostimato’ l’Isis in Siria e
'sovrastimato' le capacità delle forze armate irachene di combattere gli
estremisti".
La solita narrazione fuorviante. Gli Usa hanno armato l'Isis! Questa è
la verità. E' stato ammesso anche da Cheney e dalla Clinton (ovviamente per lotte
intestine).
Ci sono foto di McCain a colloquio triangolare con lo “sceicco” al-Baghdadi e
il capo dell’Esercito Siriano Libero “moderato” (di cui al-Baghdadi continua ad
essere un comandante - ma de che stemo a parlà? Perché queste cose non
le dici, oh Crozza?. Fine dell’inciso).
Ci sono le denunce alla magistratura di cittadini libanesi.
Si sa benissimo, infine, chi compra il famoso petrolio di contrabbando facendo fluire nelle casse dell'Isis due milioni di dollari al giorno. Non dobbiamo guardar lontano: siamo noi europei della UE! Noi, la UE che ha preso il Nobel per la Pace (d'altra parte lo ha preso anche un presidente americano che sta facendo il più grande riarmo atomico del mondo a partire dalla caduta del comunismo. Perché dovremmo essere da meno?).
La carovana invisibile
Come avviene? Gli esperti del settore hanno calcolato che per contrabbandare quella quantità di petrolio occorre una carovana giornaliera di 130 autocisterne. Una carovana lunga poco meno di due chilometri, totalmente invisibile e che ogni giorno giunge ad un porto invisibile del Mediterraneo, dove il petrolio viene caricato su petroliere invisibili. Il bello è che se anche fosse così, poi non si dice chi lo compra quel petrolio. Invisibili anche gli acquirenti.
Ma ovviamente le cose non possono andare in questo modo.
Gli asini volano, o per lo meno si immergono.
Per ribattere alle contestazioni, incuranti del ridicolo i sostenitori di questa idiozia del contrabbando hanno parlato di carovane di muli (quindi a migliaia, mi immagino) che percorrendo mulattiere sconosciute agli stessi gendarmi turchi, compiono il trasferimento.
Ci si aspetta che la gente sia così rinstupidita che ormai può credere che gli asini volino. O alternativamente vanno sott’acqua come sommergibili.
Già, perché non si dice come tutto quel petrolio arriverebbe alla “final destination”.
La
verità: nomi e cognomi
In realtà si conoscono tutti i particolari di questo commercio (tutti
meno gli introiti effettivi dell’Isis, che a mio parere sono inferiori alle
sovvenzioni dirette dei loro “benefattori”). Il petrolio rubato a Iraq e Siria
viene incanalato in un oleodotto che termina al porto turco di Ceyhan. Qui
viene travasato in petroliere di una compagnia di shipment di proprietà di un
miliardario azero di nazionalità Turca (si conosce sia il nome della compagnia,
Palmali Shipping & Agency JSC, sia quello del proprietario, Mubariz
Gurbanoğlu). Da Ceyhan le petroliere fanno scalo nel porto israeliano di
Ashkelon dove ricevano falsi certificati attestanti che il petrolio trasportato
è di origine israeliana. Infine noi europei lo compriamo facendo finta di
crederci.
Insomma una nuova versione della vecchia connessione triangolare Iran-Contra mediata dal Mossad e finalizzata a massacrare i Nicaraguensi.
Lo spartito è sempre lo stesso. Si suonano solo variazioni. Ma il risultato è la solita marcia funebre.
Spero che gli attuali dirigenti di Teheran non siano eredi di quei delinquenti che c’erano allora (il cui capo era quel Musavi, noto killer di massa seriale di ogni espressione della sinistra, sia laica che islamica, che poi fu sostenuto proprio dalla sinistra occidentale - dalla Repubblica al Manifesto - contro Ahmadinejad, in un impeto di leccaculaggine imperiale. Sostenuto come “il Gandhi iraniano”, lui, uno dei più grandi massacratori della seconda metà del Novecento!).
2) Crisi ucraina
Riguardo alla crisi ucraina, il Nostro arriva a vette ineguagliate dalla CIA stessa. Sentite un po’:
“Certo le scalcinate ed esauste forze armate ucraine, prive di addestramento e soprattutto di armamenti adeguati, nulla potevano fare contro le truppe russe.”
La verità è che l’esercito ucraino è immensamente più grande della milizia della Novorussia e molto più armato (i miliziani hanno bombardieri, caccia, armi pesanti e carri armati a volontà?). Le “truppe russe” non c’entrano nulla, tanto che nemmeno Kiev sostiene che siano mai entrate in Ucraina. Sicuramente dalla Russia sono entrati aiuti e non solo umanitari. Se non altro perché altrimenti Putin sarebbe stato defenestrato coralmente da 143 milioni di Russi (difficile rendersi conto di questo? Sì, difficile per una sinistra che pensa solo alle Pussy Riot).
E poi, perché l’esercito ucraino sarebbe male armato? L’Ucraina è uno dei più grandi esportatori di armi del mondo (è all’ottavo posto, subito prima dell’Italia-brava-gente). L’Ucraina-brava-gente in particolare predilige vendere armi modernissime all’Arabia Saudita che le passa all’Isis.
A proposito, la televisione saudita Al Arabiya, in febbraio si è lasciata sfuggire che il vero comandante dell’Isis è in realtà un membro della Casa Saudita, il principe Abdul Rahman al-Faiça.
Morale. Quanto ho scritto è documentato. Il nostro incredibile storico o queste cose le ignora o fa finta di non saperle. Cosa è peggio?
Ma fa parte del mucchio, inutile starci a pensare più di tanto.
E’
più interessante cercare di rispondere alla domanda che segue: perché si
sanno così tante cose?
Forse perché la strategia imperiale è talmente complessa e coinvolge così tanti
attori che è difficile tenere tutto sotto controllo e qualche maglia non tiene.
Ma forse è perché l’Impero preferisce così. Tutto sommato sembra che non si
degni nemmeno di smentire. E, dopo tutto, perché dovrebbe sforzarsi a farlo? Se
sono un mafioso senza scrupoli e lascio trapelare che sono mafioso e senza
scrupoli, però come un “rumor” tra altri, anche se più inquietante, ciò può
essere vantaggioso per mantenere le mie posizioni e conquistarne altre. Non
male se Batman riflette il volto psicopatico di Joker.
Gli Usa devono sempre ribadire un concetto: che sono il “Paese indispensabile”. Ora che sono in crisi devono convincere tutti di essere indispensabili perché sarebbe troppo pericoloso sbarazzarsene.
Piotr